Per me, questa fu la parte migliore del nostro viaggio perchè l’idea che avevo della Cina si materializzò qui ed i luoghi che visitammo mi lasciarono la voglia di ritornare in questa splendida nazione. Anhui è una delle regioni che ti cattura completamente se ti piace visitare le zone rurali. Questa zona è un poco meno turistica di come sono le zone del sud (Guangxi, Guangdong, etc).

La nostra meta principale fu Tunxí per lasciare i bagagli e girare i paesini nei dintorni e sopratutto per andare verso la nostra meta più desiderata che era la Montagna Gialla (Huangshan). Per arrivarci riservammo un Soft Sleeper nel treno da Suzhou a Tunxi, il viaggio dura circa 10 ore e il prezzo del biglietto è di circa 35-40€ per persona. Il Soft Sleeper è un vagone del treno con cabine letto da 4 posti (due sopra e due sotto) ed è sufficentemente comodo per dormire tutta la notte (o almeno lo fu per noi che la sera eravamo sempre stanchi morti).

All’arrivo a Tunxí fummo abbordati da molti taxisti che si offrivano di farci da guida e dopo un paio di minuti di trattativa (ancora non molto esperta in questo) decidemmo di contattare una ragazza che si chiamava Jane e che per 800¥ (100€ più o meno) ci portò in tutti i luoghi/paesini che ci interessavamo a qualunque ora volevamo ed era sempre disponibile per qualuanque cosa durante tutta la nostra permanenza in Anhui. Sono cosciente che trattando un po do più avrei potuto spuntare un prezzo migliore, ma non mi pento poichè muoversi in questa regione dove non solo in pochi parlano inglese ma in cui parlano nel loro dialetto e le pochissime parolo apprese in mandarino non solo utili nel momento bisogno (come ad esempio quando arriva la notte e non sai dove andare a dormire). Io vi raccomando di contrattare una guida se andate da queste parti, costano poco e vi sentirete più sicuri in ogni momento.

[infobox maintitle=”IMPORTANTE” subtitle=”Io non ho i contatti di Jane, per favore non mandatemi email chiedendomeli perchè non potrei aiutarvi.” bg=”black” color=”white” opacity=”off” space=”30″ link=”no link”]

Vedemmo molto in Anhui  e ci stancammo come non mai, cercherò di essre breve perchè sono molti i siti visitati e molte le foto da mettere.

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[title maintitle=”Chengkan” subtitle=”conoscendo la vita rurale”]

Chengkan sta molto vicino a Tunxí ed è uno dei paesini più antichi della regione, il biglietto di entrata è di 80¥ per persona e da diritto a visitare i differenti monumenti che ci sono all’interno del paesino (residenze e templi per esempio), stampata sul biglietto c’è una piccola mappa che mette in evidenza cosa visitare e come è fatto il luogo. In circa due ore si può visitare tutto e quindi passare al paesino seguente o ritornare all’hotel, dipende dal grado di stanchezza.

A Chengkan ci perdemmo…. dopo aver visitato un paio di posti interessanti, a Max e a me ci successe di “perderci” per le viette cercando qualcosa da fotografare e allora… i desideri si compiono. Devo dire che in nessun momento ci sentimmo in pericolo o avemmo paura poichè sapevamo benissimo dove era l’uscita (Jane ci aspettava nell’auto all’entrata del paese) la verità è che fummo felici di camminare e vedere come viveva la gente del luogo.

Ci richiamò molto l’attenzione vedere ragazzi del luogo (o forse delle zone vicine) dipingere ad olio nelle vie, più avanti ci rendemmo conto essere molto usuale in questa regione.

Andateci preparati perchè il paese puzza di letame (letteralmente) e le condizioni di salubrità non sono il massimo, però stiamo sempre parlando di una zona rurale. Il paese ha un suo fascino.

Chengkan, China

Chengkan, China

Chengkan

Chengkan, China

Chengkan, China

Chengkan

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[title maintitle=”Huangshan” subtitle=”Montagna Gialla”]

Visitare Huangshan fu fin dall’inizio del nostro viaggio la mia meta principale e non vedevo l’ora che cominciasse l’avventura. La montagna è una meta turistica di grandi e piccini e solo chi è più coraggioso (e in buona forza fisica) si azzarda a salirla camminando. Il cammino non è difficile e si può fare anche con scarpe da ginnastica ma delle buone scarpe da trekking sono l’opzione migliore.

Per accedere alla montagna per prima cosa bisogna prendere un bus (13-15¥) in un paese chiamato Tangkou che vi porterà all’entrata dove deciderete se salire a piedi o con la teleferica. In ogni caso bisogna pagare una entrata di 230-250¥ (30€ più o meno) + la teleferica (sopra i 60¥) per persona.

Ci sono vari sentieri che portano alla cima della montagna e noi sapendo di non essere al massimo della forma per salire a piedi decidemmo di farlo con una delle teleferiche disponibili (Taiping). Bisogna dire che la teleferica arriva solo fino ad un certo punto e per raggiungere la varie mete finali (hotel od ostello sia) bisogna camminare per vari kilometri (dipende da quale teleferica si prende), però per chi non è molto avvezzo a queste attività (come noi) la teleferica resta la opzione migliore.

La strada per salire in realtà è una serie di scalini che salgono e scendono in differenti parti della montagna e dipendendo dall’ora (o dalla data in cui si visita) possono essere super trafficati di turisti (quasi tutti cinesi) e con nessuna indicazione in inglese. L’essere molto trafficata da turisti non è garanzia di non perdersi poichè molti passeggiano per le differenti vette che si trovano nella montagna, per questo, vi do una dritta MOLTO utile: Seguite ( o domandate informazioni) ai trasportatori di merci che s’incontrano lungo i cammino.

La cosa migliore da fare quando si ha intenzione di salire la montagna e di cominciare a salirla la mattina presto e tenere un ritmo costante se salite a piedi, poi avere una camera prenotata in uno dei vari alberghi che ci sono in cima, riposare un pochino e quindi fare qualche escursione alle vette più vicine. Andate a dormire presto per svegliarvi prima dell’alba e vedere il sole salire da una posizione alta. principalmente è per questo che si va su questa montagna, lo spettacolo del mare di nubi, il sole e la natura che risplendono il panorama è uno spettacolo che vale la salita.

Noi salimmo con la teleferica e da lì caminnammo lentamente fino all’hotel fermandoci ogni 5 minuti per fare foto. Avevamo prenotato un letto in una camerata da 6 in un ostello. Uomini e donne dormono in stanze separate e devo essere sincera mi sono pentita di non aver preso una stanza solo per me e mio marito con la scusa di risparmire qualche euro, ma per essere un hotel a 2 stelle mi era sembrato troppo caro (circa 100€ a notte per una camera doppia). In ogni caso, in ogni camerata c’era un bagno e dopo una doccia rilassante ed aver mangiato dei crackers ed un the jasmin (Max fu più corragioso e si mangiò una zuppa istantanea) mi addormentai profondamente.

Mi svegliai prima delle 4 del mattino e Max già mi stava aspettando nel corridoio, dopo aver fatto colazione con caffè e biscotti salimmo per 2-3 kilometri per raggiungere il belvedere dell’hotel. Sfortunatamente quel giorno il tanto agogniato mare di nubi non si vide ed il sole decise di sorgere solamente mentre eravamo sulla strada del ritorno, ma anche così fu uno spettacolo unico.

Huangshan (yellow mountain)

Huangshan (yellow mountain)

Huangshan (yellow mountain)

Huangshan (yellow mountain)

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[title maintitle=”Tangmo e Shexian” subtitle=”Per rilassarsi”]

Tangmo è un’altro paesino antico nel quale per entrare bisogna pagare l’entrata (circa 60¥), c’erano pochi turisti e il paese non m’impressionò come Chengkan, sfruttammo il tempo per visitare  un ponte antico coperto e trasformato in sala da the (Gaoyang), i vari laboratori di calligrafia, negozi di souvenirs ed altre cose.

Così come a Chengkan, sul biglietto c’è una piccola mappa che segnala i punti più interessanti da visitare e se si desidera si può dormire nel paesino pagando pochi yuan, ma non lo consiglio perchè la gente del luogo non ha confidenza con i turisti occidentali e trovare un posto per dormire puo risultare difficile.

Fummo a Shexian solo per poche ore, il posto non ci ispirò molto  ci andammo solo perchè avevamo in pomeriggio libero e non sapevamo dove andare. La città vecchia è circondata da mura e per entrare ovviamente bisogna pagare un biglietto, non entrammo perchè non avevamo voglia di vedere gli ennesimi negozi di souvenirs ed poi era già un po’ tardi.

Salimmo sulle mura (l’entrata è gratuita) e facemmo una tranquilla passeggiata ammirando la città dall’alto. Non posso raccomandare la visita di questo luogo, magari solo se non avete altro da fare .

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Shexian

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[title maintitle=”Mukeng” subtitle=”La Foresta di Bambù”]

Visitare la foresta di Bambù era un’altra delle nostre mete favorite in questa parte del viaggio e devo dire che non ci ha deluso affatto. Per arrivare a Mukeng è necessario un mezzo di trasporto da Tunxi, noi contavamo su Jane che puntalmente trovammo ad aspettarci nella hall dell’hotel alle 7 del mattino.

Durante il tragitto si possomno ammirare le piantagioni di thè, Jane ci spiegò che questa regione  è tra le più importanti zone di produzione.

La foresta di Bambù (biglietto 40¥) si trova appena fuori del paesino di Mukeng ed è famosa perchè qui si girarono le scene di lotta nella foresta del film la La Tigre e Il Dragone. Io mi spettavo di incontrare nel luogo la classica orda di turisti  però sorprendentemente non fu così. Nella foresta c’era una quiete totale e ad eccezione di un gruppo di tre persone davanti a noi, facemmo il camino quasi completamente soli.

La passeggiata inizia salendo una lunga scalinata di cemento (come quella della montagna) che poi prosegue salendo scalini in legno, la salita è abbastanza ripida ma salendo poco a poco  (come faccio sempre) è abbastanza digeribile e non stancarti troppo. Tutta questa ascesa si fa circondati da bellissimi bambù così verdi da toglierti il respiro. Una volta arrivati in cima  si può ammirare uno splendido panorama. Tutta la passeggiata la facemmo in circa 3 ore.

Arrivati in cima si hanno due opzioni per scendere. La prima, quella che io avrei voluto fare ma poi cambiai idea (non per paura, ma veramente il paesaggio è molto bello e merita di essere esplorato tutto), è usare la Flyng Fox che è una specie di seggiovia dove stai seduto e scendi per mezzo di una corda a grande velocità per circa 50 metri, la discesa dura pochissimo (neanche un minuto) e dalle grida divertite che rompevano il silenzio della foreste sembrava essere molto divertente.

La seconda opzione è quella di scendere a piedi e fu quella che scegliemmo noi, Il fatto di non esserci da nessuna parte indicazioni in inglese (cosa non rara qui) ci ha portato a non sapere dove continuasse la discesa  quando la strada entra nel paesino di Mukeng.

Questo paesino non ha nulla di particolare e ci si può passare giusto per fare un paio di foto. Notammo che c’era un ristorante ed un ufficio turistico, prima di scontrarci con la dura realtà della quasi impossibilità di comunicare con chi lavorava lì (anche nell’ufficio turistico non parlavano inglese) quindi riprendemmo a cercare la strada per  la discesa.

Dopo molte giravolte e salite e discese (perchè il paesino si trova alle falde di una montagna e le stesse case sono su livelli differenti) ritrovammo finalmente il sentiero per la discesa.

Max come sempre mi fece ridere molto facendo battute in cui venivamo divorati da un panda nel bel mezzo della foresta e che fossmo gli unici ad esserci persi per quei sentieri ed in effetti eravamo gli unici a camminare per quei posti ma al finale giungemmo, stanchi ma felici,  all’entrata dove ci stava aspettando con un sorriso la nostra guida. Ma ora che ci penso… perchè non chiedemmo a Jane di venire con noi? Bah…

tea camp anhui

Bamboo forest China

Mukeng China

Bamboo forest China

Bamboo forest China

Bamboo forest China

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[title maintitle=”Hongcun” subtitle=”La Tigre e il Dragone”]

Hongcun è quello che si dice un vero paese turistico, la grande quantità di turisti che s’incontrano qui tolgono molto dell’incanto ma non preoccupatevi il paesino offre molto da vedere. Fu qui che girarono La Tigre e il Dragone, a noi diede l’impressione che in Cina basta che in qualche parte sia girato un film per attrarre orde di turisti, buon per loro, però i prezzi si alzano di molto e possono lasciare deluso qualcuno. L’entrata al paese è di 150¥ per persona, attenzione che non sarà l’unica spesa  poichè dentro al paesino ci sono altreattrazione per cui bisogna pagare l’entrata e gli immancabili negozi di souvenirs – come in tutti gli altri paesini che visitammo- che potrebbero far tremare il tuo borsellino.

Adesso dirò qualcosa che non avrei mai pensato di dire ed è che normalmente nei nostri viaggi lasciamo le compere per gli ultimi giorni ma in Cina è stato uno sbaglio perchè avendo visitato molti posti in differenti regioni la cosa più intelligente da fare sarebbe stata di comprare in ogni posto, cosa che non abbiamo fatto e ci siamo pentiti più avanti. Qui a Hongcun ad esempio c’erano dei negozi che vendevano delle scarpette veramente deliziose (come in questa foto-)che non comprai e non ho più visto nel resto del viaggio. Sicuramente le troviamo anche fuori del paese ma queste erano veramente particolari e di una qualità superiore.

Hongcun ha una storia incantevole e la particolarità è la forma in come fu costruito, ecco un estratto di Wikipedia:

Il villaggio è disposto a formare la figura di un bue: una vicina collina (la Leigang) è interpretata come la testa, mentre due alberi che vi si trovano sopra sarebbero le corna; quattro ponti che attraversano il torrente Jiyin possono essere visti come le zampe e le case del villaggio formano il corpo dell’animale.

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Mukeng China

Mukeng China

Mukeng China

Mukeng China

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[title maintitle=”Tunxi” subtitle=”La Base”]

Tunxi Lao Jie

 

La nostra guida Jane si è rivelata un vero tesoro, non solo ci ha trovato un bell’albergo pulito ed economico in una buona posizione, ma anche ci ha suggerito posti deliziosi dove mangiare.

Il nostro albergo stava in una delle entrate principali di Lao Jie (strada vecchia) a Tunxi, la quale è molto grande ed è sempre piena di turisti; durante la serata è una strada che da molta vita alla città. Con i suoi molteplici ristoranti, caffè, bar e negozietti di suovenir possiamo assicurarvi che non vi annoierete in assoluto. Si potrebbe pensare che con tutto il caos in una strada del genere non si possa dormire, ma la camera del nostro albergo aveva delle finestre ben isolate e per la prima volta durante questo viaggio abbiamo potuto riposare su un materasso morbido e non come i classici materassi cinesi (duri come la pietra) che si usano da quelle parti. Il prezzo dell’abitazione era di 30€ a notte.

Vi avevo già raccontato che sulla montagna abbiamo dormito in un ostello (separati), vi volevo solo ricordare che è importante di prenotare prima di salire sulla montagna (preferibilmente giorni o settimane prima) poichè potreste trovare tutto occupato e quindi vi rimarrà solo l’opzione di dormire in una tenda da campeggio. In ogni caso quando siamo andati stavano costruendo un nuovo albergo e vista la velocità dei cinesi con cui costruiscono penso che per adesso sarà già pronto.

Per mangiare, come ho già detto, Jane ci ha suggerito posti molto puliti dove si mangia bene, uno un particolare ci è piaciuto molto: Si trovava della parte oposta del nostro albergo (cioè, nell’altra entrata della strada). I piatti sono sempre esposti per vederli su un bancone ed ognuno ha un suo numero. Appena entrando, gli indaffarati camerieri ti danno una comanda dove puoi segnare il numero dei piatti desiderati (normalmente 4-5 pezzi), poi aspetti seduto in un salottino e il cameriere ti porta al tuo tavolo, gli dai la comanda e poco dopo arriva il tuo cibo. Sono sicura che abbiamo saltato un passaggio e dovevamo pagare prima di sederci, ma vista la nostra condizione di turisti occidentali e quelli del posto non è importato un granchè. I diversi tipi di Jiaozi (ravioli) sono stupendi.

A parte di Lao Jie non abbiamo visitato il resto della città, i paesini e la montagna erano le mete più desiderate da noi due e una volta che le abbiamo fatte abbiamo salutato la regione (e anche Jane) con dispiacere.