Sapete qual’è il bello di un road trip? La possibilità di cambiare itinerario in un attimo. Ti può capitare che, dopo una dura giornata di assaggi di vino a Napa, vai a vedere che temperatura fa alla tua prossima meta. E scopri che lì fa dai -7 ai -2 gradi e con terrore di rendi conto che nella valigia la cosa più pesante che hai è una camicia di cotone a maniche lunghe. Fortunatamente eravamo in California, le cose da vedere e visitare non mancano ed in dieci minuti abbiamo cambiato itinerario.

Siamo partiti da Napa subito dopo colazione in direzione di Monterey, che si trova a circa tre ore di macchina, ma prima di arrivare abbiamo fatto una sosta a sorpresa. Maricruz, che fungeva da navigatore, mi ha fatto arrivare in uno splendido luogo, con alberi molto alti e case basse, eravamo arrivati a Carmel per visitare il santuario delle farfalle Monarca. Vederle, anche se da lontano e tramite un cannocchiale è una grande emozione, il nostro itinerario alternativo era iniziato bene ed il seguito sarebbe stato ancora meglio.

Abbiamo passato il resto del giorno a passeggiare per Monterey, una citta sul mare molto carina e vivace, la mattina presto ci siamo rimessi in viaggio per il Big Sur ma prima non potevamo mancare di visitare una delle più belle missioni della California,quella dedicata a San Carlo Borromeo e per fare questo siamo tornati a Carmel by the sea.

Questa missione è stata fondata nel 1771 dal devoto ed instacabile padre francescano Junipero Serra, dopo molte traversie e sofferenze dal 1793 con l’arrivo di padre Fermín Lasuen la missione cominciò a crescere e prosperare. I resti mortali di padre Serra e di padre Lasuen si trovano ora fianco a fianco nella missione, la creatura per cui avevano tanto lavorato e sacrificato li ricorderà ed onorerà per sempre.

Architettonicamente è molto semplice, la cappella ad una sola navata è riccamente decorata con quadri e stucchi ma la cosa che colpisce veramente è il chiostro che si trova accanto. Un ampio spazio con i classici portici ad incorniciarlo, al centro un giardino tenuto benissimo, con alberi centenari enormi e maestosi, piante ornamentali e in uno degli angoli il ricordo delle famiglie che hanno contribuito alla vita e alla crescita della missione. Un silenzio ed un senso di pace che ti spinge a sederti all’ombra degli alberi per riflettere, sembra quasi che non ci sia nessun altro nel chiostro, solo tu e le tue riflessioni.

Avremmo voluto fermarci molto di più, restava solo il tempo per comprare un ricordo ai nostri cari e partire di nuovo, il Big Sur ci stava chiamando.

Max

Author: Max

Appassionato di viaggi, vini e fotografia, ma il mio lavoro principale è fare lo sherpa a mia moglie.